TUNZ TUNZ TUNZ… al suono degli amplificatori a alla luce delle tikke è stato inaugurato, nella notte tra sabato 25 e domenica 26 Giugno, il “SataNight”, il locale più underground della Val Serenaia. Esso si trova 617 metri sotto l’ingresso di Satanachia, su un rialzo sabbioso di un ampio salone di frana. Il SataNight, una volta semplice Campo Base, è oggi dotato di ogni comfort e vanta allestimenti di lusso: tetto impermeabile, pareti in puro cellophane, riscaldamento autonomo, angolo cottura, zona notte e servizi.

Chef Tori in azione

L’inaugurazione è avvenuta a margine di una punta esplorativa iniziata il giorno prima. Andrea, Giamma, Zairo e Marco sono entrati alle 21:00 circa di venerdi 24 sera, con l’obiettivo di andare a vedere alcune zone inesplorate a quota -700 circa. Notte al Campo Base, veloce colazione e partenza per il fronte esplorativo. Da guardare: un pozzo e un meandro. Il pozzo, che si apre di fronte alla via nota poco sotto il campo base, ha richiesto un’accurata pulizia; la discesa ha portato gli esploratori in un frattura nel marmo che però si richiude su una zona già nota. Il pozzo è stato quindi disarmato. Anche il meandro, dopo essere stato attrezzato, ha ricondotto in zone già conosciute ed è stato quindi disarmato. Visto che c’era tempo a disposizione è stato armato un traverso per guardare da vicino una finestra che è risultata essere chiusa.

Gli esploratori sono quindi tornati al Campo Base. Verso le ore 22:00 un rumore di ferraglia preannunciava l’arrivo della seconda squadra: in breve sono arrivati al Campo Base Antonio DB, Giovanni, Elisa e Federica.

A questo punto quello che era il Campo Base si è trasformato in un vero e proprio locale notturno. Gli ospiti hanno potuto rinfrancarsi e mangiare le celeberrime Minestrine dello Chef Tori, mentre il famoso speaker Antonio DB (trasformatosi per l’occasione in Antonio DJ), supportato dall’impianto luci di Zairo, presentava il locale e la serata ai fortunati avventori. Fortunati, sì, perché il “SataNight” dispone di soli 8 posti; purtroppo non è stato possibile accogliere altre persone, che sono rimaste fuori dall’ingresso (617 metri più in alto) a fare la fila. A breve ci saranno altri tour guidati; necessaria la prenotazione presso il GSL, per ovvi motivi!

Dopo una serata esaltante, gli ospiti si sono spostati nella zona notte per una bella dormita, resa estremamente piacevole dal sistema di riscaldamento a tepore umano di nuova generazione. Il rumore dello stillicidio ha fatto, come al solito, da colonna sonora.

Zona notte

Zona notte

Al mattino(!), dopo che è stata servita la colazione a letto, gli avventori si sono avviati verso l’uscita. La risalita è stata lenta ma bella, al solito Satanachia pretende che i suoi ospiti le dedichino tempo ed attenzioni, specialmente quando si risale. Con l’occasione è stato modificato un armo in cima al meandro a -560. Ora il collegamento tra il meandro stesso e il pozzo soprastante, battezzato da Federica “un-due-tre”, è molto più agevole.

Il tutto si è concluso intorno alle ore 22:30 di domenica sera, tutti stanchi ma contenti: Satanàchia non delude mai!

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Nuova avventura dei nostri in Val Serenaia.

Satanachino si rivela, cosa avra' in mente?

Dopo l’esaltante 2010 e la scoperta dell’Abisso Satanàchia, un nuovo orizzonte si apre per gli esploratori. Alcuni membri della Squadra Sterminatori di Strettoie, capitanati dal Generale dei Generali, dall’Ufficiale Medico e dal Comandante Zairo sono tornati in Orto di Donna per verificare quanto lo stesso Satanàchia aveva confidato al Generale: l’esistenza di un figlio di nome “Satanachino”, una buca promettente ma forse un po’ trascurata.

Generale all'opera


 

 

La buca è molto vicina (circa 100 m) all’ingresso di Satanachia, e dal 14 Maggio 2011 sono iniziate le complicate procedure per accertare l’effettiva parentela con il blasonato Abisso.

Per adesso Satanachino ha rivelato un pozzo di 7 metri; ora bisogna mettere in sicurezza una frana che si trova sopra un altro pozzo, di circa 8 m, chiamato Goki in onore del cane dell’Ufficiale Medico.

L'ufficiale medico visita la buca

Alla fatidica domanda “Cosa vuoi fare da grande?” Satanachino pare abbia risposto: “l’Abisso!”. Cosa avrà voluto dire? A quali misteriosi progetti sta lavorando?

Le indagini sono in corso e la Squadra Sterminatori di Strettoie è ben decisa a portarle avanti ed a concluderle il più presto possibile. Non si esclude neanche un colpo di scena finale: potrebbe entrare in gioco anche un altro membro della famiglia… ben più importante e… altolocato! Vedremo!

I Tre Grandi discutono sul da farsi


 

 

Intanto guardiamo qualche foto della nuova uscita di Zairo & Co. alle prese con le operazioni in esterna. Il reporter d’eccezione è stato Daniele, che come al solito ha documentato tutto con degli scatti bellissimi.

 

Ettore, il cane di Barbara.

 

 

La missione, questa volta, ha visto anche la partecipazione di alcune nuove leve che si spera diventino presto membri effettivi della squadra sterminatori di strettoie. Ovviamente dovranno prima superare un difficile esame! I partecipanti all’uscita: Massimo (Generale dei Generali), Remo (Ufficiale Medico), Zairo (Comandante), Daniele (Ufficiale Fotografo), Barbara, Matteo e Luca (Aspiranti Sterminatori).

 

 

 

 

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Orto di Donna il 20/3/2011

Ancora una volta nella valle tra le più a nord delle Apuane: Orto di Donna, Minucciano LU.

E’ da ottobre scorso, raggiungimento del fondo di -1040, che non mettiamo più piede nell’Abisso. L’autunno insieme alle piogge, rende i suoi pozzi impraticabili, accorcia le giornate e la valle si allontana ulteriormente. Una o due visite a qualche buca ventosa nei dintorni, tra novembre e le prime nevi, sperando in fortuiti collegamenti al “mostro” sottostante, non hanno dato (per ora) esito, tranne che un nuovo accatastamento.

Il programma della giornata, 20 marzo 2011, è semplice… Verificare la percorribilità della valle in primis, controllare le condizioni del manto nevoso per raggiungere gli ingressi a Passo delle Pecore e, se possibile, entrare in Satanàchia e Belzebuca (la nuova Buca della Forbice) per risolvere alcuni problemi di disostruzione che faciliteranno le ulteriori esplorazioni a Satanàchia e per cercare di collegarla con Belzebuca, anzi, viceversa. Non poco, se si considera che il tutto si svolgerà in una sola giornata, ma siamo in tanti, ed è tanto tempo che sogniamo di ritornare… e non resistiamo più!

La vestizione per il ghiaccio

L’accesso all’area si rivela, come previsto, complicato. La giornata è ottima, ma c’è vento e la neve è ancora tanta. Con tutta la buona volontà, siamo al tornante che precede il vecchio Donegani, punto più alto raggiungibile con le macchine, verso le 11, ben 3 ore dopo il ritrovo a Ponte a Moriano, del resto come da prassi! Perlomeno quest’anno la strada di fondo valle è stata risparmiata dall’alluvione, grazie al clima ed ai lavori di ripristino operati dal Comune di Minucciano lo scorso anno.

Il periodo è ghiotto, c’è stata la festa nazionale per i 150 anni dell’Unità d’Italia, giovedì, quasi tutti abbiamo fatto ponte, ma alla fine non ci siamo decisi a calpestare il marmo se non l’ultimo giorno, la domenica, forse nella remota speranza di trovare meno neve e più luce possibile, in fondo domani è primavera, astronomicamente… La temperatura è buona, la neve è abbastanza dura considerata l’ora, e c’è una vecchia traccia che ci semplifica non poco il raggiungimento del rifugio alto, l’Orto di Donna, limite ultimo del “pestato” prima di affrontare il vergine sentiero verso la Forbice, percorso obbligato per Satanacchino (Buca del Tappo), Satanàchia, Belzebuca e tutte le buche in zona Passo delle Pecore.

Briefing al rifugio Orto di Donna

Un’ora dopo siamo al rifugio, ovviamente chiuso come gli altri due a fondo valle… Breve briefing per formare le squadre e decidere la strategia (in fondo siamo in nove!). Tre di noi entreranno in Satanàchia per rimuovere il massone sul saltino sopra la sommità del P. Starlight, a circa -30 dall’ingresso, fastidiosissimo ostacolo a chi si accinge ad uscire con un pesante sacco dopo una lunga punta al fondo, veramente scandaloso se si considera la prossimità dell’uscita e del lavoro ciclopico effettuato per mettere in sicurezza la frana soprastante… Inoltre rivedremo un frazionamento dello Starlight, troppo esposto allo stillicidio in caso di regime idrico poco più che normale.

Gli altri si suddivideranno tra Satanacchino e Belzebuca per verificare la presenza di correnti d’aria ed eventualmente disostruire il più possibile in prospettiva di un eventuale collegamento. Effettueranno ulteriori visite a Grande Fiume, Verme ecc per valutare la sostenibilità di ulteriori campagne di visite e/o disostruzioni.

Il percorso nel bosco risulta drammatico: si sprofonda a tratti fino alla coscia, perlomeno non abbiamo più i problemi di orientamento vissuti l’anno scorso: vagando su due metri di neve alla ricerca di una traccia già minima d’estate, abbiamo assuefatto il giusto percorso tra sprofondamenti diurni e frustate di faggio notturne, sotto il peso di pesanti zaini. Durante la vestizione, scambiamo alcune voci urlate con gli altri diretti in cresta a vedere Belzebuca e le altre. Alla fine verso le 13:30 Marco, Leonardo ed io entriamo; il conoide nevoso che circonda l’ingresso ci obbliga a rifare il nodo di frazionamento della corda del pozzo d’ingresso un paio di metri più a valle del solito!

Non c’è tanta corrente d’aria, il sole rende la giornata tiepida anche se il manto nevoso è spesso. Tuttavia la grotta rivela sin da subito la sua alta energia: vento non intensissimo ma sostenuto, e trasportante parecchia polvere che fa prudere le narici dopo pochi minuti, oltre che consumare le pulegge dei discensori… In poco tempo attrezziamo il cantiere, mentre Marco lavora al frazionamento col trapano leggero, Leonardo ed io studiamo la situazione: due interventi energici dovrebbero bastare. Appena Marco risale eseguiamo la cura, ed alla fine riduciamo il masso ad un quarto delle dimensioni originali al prezzo di soli pochi piccoli detriti che fischiano di sotto al pozzo, mentre i più grossi restano al sicuro nel pozzetto sottostante e tanto lavoro di mazzetta. Il tempo vola, e non solo, anche il trapanino si improvvisa Icaro ed atterra incolume alla base dello Starlight. Nel complesso… “missione compiuta”.

Alle 18:30 ci sorprende un Pisanino virato rosa-tramonto, ed insieme agli altri in uscita da Satanacchino  giungeremo alle macchine a buio… Per ora nessuna novità dal fronte Belzebuca! Ma tutto sommato una bella domenica! Peccato che Orto di Donna sia ancora così remota, in tutta la giornata siamo stati gli unici esseri umani presenti, inequivocabili le mancanze di tracce fresche sulla neve a perdita d’occhio.

I “geografi”: Elisabetta e Leonardo del GSPt, Antonio DiBeo, Gianmarco, Marco, Nadia, Simona, Zairo ed il sottoscritto, per il GSL.

 

 

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Da tempo cercavamo un buon tassellatore da usare nelle nostre attività esplorative: finalmente, dopo varie ricerche, ne abbiamo trovato uno estremamente valido. Si tratta del Milwaukee V-28 H, un trapano tassellatore a batteria agli ioni di litio molto robusto.

Abbiamo avuto modo, grazie alla disponibilità della Milwaukee Italia che ha dotato il Gruppo Speleologico Lucchese ed il Gruppo Speleologico di Forte dei Marmi di un paio di esemplari, di provarlo direttamente in grotta.

L’ambiente, come sappiamo, non è dei più “facili” ma il V-28 si è dimostrato all’altezza della situazione, sopravvivendo senza problemi al “trattamento” in ambiente estremo. L’abbiamo usato sia per operazioni di disostruzione che per armo: in entrambi i casi si è dimostrato un valido attrezzo su cui poter contare decisamente. Tra le caratteristiche, le cose che ci hanno più colpito sono la disponibilità di potenza, la robustezza, la resistenza anche alle basse temperature e la notevole riserva di energia disponibile nel pacco batterie, tra l’altro dotato di un praticissimo indicatore dello stato di carica (non siamo riusciti a finire la batteria dopo un intero pomeriggio di prove in grotta). Il trapano ha inoltre un buon equilibrio: una volta posizionato fora con precisione la roccia in pochi secondi. L’attacco SDS Plus (per noi ormai uno standard) ci ha permesso di utilizzare le nostre solite collaudate punte. Buono il rapporto potenza/peso che consiglia l’uso del V28 sia per operazioni di disostruzione che per armare grotte non molto profonde.

La Milwaukee Italia, oltre al trapano tassellatore, ci ha messo a disposizione anche un misuratore di distanze laser LM-60, molto utile per i rilievi. Il misuratore consente di rilevare distanze con estrema facilità e precisione, rendendo le operazioni di misura molto veloci ed accurate. Anche questo è un oggetto concepito per resistere in ambienti difficili: la tastiera è molto comoda e si può utilizzare tranquillamente anche con i guanti.
In queste pagine alcune delle foto che abbiamo realizzato durante una delle nostre uscite dedicate alla prova del trapano tassellatore e del misuratore di distanze. Le foto, molto belle e d’impatto, sono di Daniele Antonetti. Ancora una volta un grazie a Daniele!

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Si puo’ condensare un anno di esplorazioni in un filmato di quindici minuti? Gianmarco ci e’ riuscito ed ecco il risultato. Quindici minuti di pura emozione, con i protagonisti dell’avventura che vivono e raccontano i giorni di Satanachia. E tutto spontaneamente e senza filtri, cosi’ come siamo abituati a fare noi.

Grazie Giamma, bel lavoro!

Il filmato e’ stato presentato in occasione dell’Incontro Internazionale di Speleologia “Casola 2010 Geografi del Vuoto” a Casola Valsenio (RA)

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Due chiacchiere tra i protagonisti della prima discesa al fondo di Satanachia. Video realizzato al sifone terminale a -1040 il 2 Ottobre 2010, ore 16:30. Riprese e voce fuori campo: Zairo. Tecnico delle luci: Andrea. In sottofondo l’acqua di Satanachia.



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Un po’ di foto scattate in occasione della punta che ha portato alla scoperta del primo fondo di Satanachia 1040 metri sotto l’ingresso.

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Ecco il risultato del lavoro che Daniele e Giovanni hanno fatto durante una loro uscita fotografica a Satanachia. Foto davvero belle, grazie ancora!!

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Finalmente riesco ad andare a §atanachia… da tempo ne sento parlare ma non c’era ancora stata l’occasione di farle visita…

Fisso con Giovanni alle 13 a casa sua dopo la solita levataccia delle 5 e 30 per andare ad aprire il bar.
Scopo dell’uscita: fotografare per la prima volta §atanachia, un grande onore per me fotografo alle prime armi in grotta!

Progressione nella frana (foto di Daniele Antonetti)

Dopo aver gozzovigliato un po’ a casa di Giovanni, decidiamo che è l’ora di partire e con la Celeste (il pickup di Giovanni) ci mettiamo in marcia verso Orto di Donna. Dopo varie soste per caffè, sigarette e bevutine varie arriviamo a Orto di Donna alle 16 e 30, accolti dalla signora del rifugio che ci chiede se siamo venuti su tranquillamente con la macchina…

Sala prima del P100 (foto di Daniele Antonetti)

Giusto il tempo di preparare i sacchi e il materiale fotografico  ci vestiamo, alle 17 e 30 siamo dentro e piano piano iniziamo a scendere….
§atanachia mi rimane subito simpatica, è bella larga e non mi incastro mai da nessuna parte  :-) e non mi fa preoccupare per la macchina che per fortuna sarà sbatacchiata il giusto!

Essendo già abbastanza cotto per le poche ore di sonno decidiamo di non scendere troppo e dopo aver fatto uno spuntin iniziamo a fotografare la sala poco prima del p100.
Mi rendo conto subito che in due non sarà facilissimo riuscire a illuminare degli ambienti cosi grandi,, ma quello che mi preoccupa un pochino di più sono i pozzi che sono veramente di dimensioni impressionanti!!!
Dopo un oretta di scatti iniziamo a risalire  per fermarsi alla base del pozzo successivo su di un terrazzino, da qui, con qualche difficoltà per il poco spazio a disposizione riusciamo comunque a fotografare il P60.
Preseguiamo e ci fermiamo su un traverso, poi su un altro traverso e in una delle “strettoie” iniziali dove riusciamo a fare ancora qualche scatto…

Pozzo 60 (foto di Daniele Antonetti)

Sono ormai quasi 24 ore che sono sveglio e inizio a non averne più! Una foto sotto il mascherone e via ultimo pozzetto… alle 5 e 30 siamo fuori.

Ci addormentiamo dentro la Celeste ma alle 8 siamo già svegli e cosi decidiamo di tornare verso casa… prima però una bella schiacciata all’ Aia di Piero non ce la toglie nessuno!!!

Qui la galleria fotografica completa.

Daniele

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Foto scattate in occasione della discesa del 26 giugno 2010, quando oltrepassammo il meandro di -560

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